Manuel, Sara e Cristian: una famiglia (quasi) normale. Papà cuoco, mamma fotografa e piccolo sbranatore seriale. Una casetta tra gli alberi della periferia milanese e tante storie da raccontare.

A Cristian piace: guardare i treni che passano in lontananza (e farlo notare a mamma e papà con entusiasmo), osservare gli aerei che gli volano sulla testa (e farlo notare a mamma e papà con ancora più entusiasmo), cercare i camion dalla parte opposta della carreggiata (e farlo notare a mamma e papà con sfiancante entusiasmo), puntare da lontano gru invisibili all’occhio umano (e cercare di farlo notare a mamma e papà, che nel frattempo sono svenuti)

A Sara piace: sognare di vivere a Stars Hollow, inalare forte l’odore di libri nuovi, osservare l’eccitazione di Cristian per qualunque cosa nel mondo, rimproverare Manuel scegliendo a caso da una lista stilata anni fa, permettere al divano di fagocitarla pian piano mentre guarda l’ennesima puntata di una delle 200 serie che segue su Netflix, stalkerare forsennatamente.

A Manuel piace: la focaccia, la focaccia ripiena di prosciutto crudo e maionese, la focaccia appena sformata e quella del giorno prima ormai secca, ma pronta per essere piastrata per bene, magari con del lardo che si scioglie sopra. Svegliarsi prima degli altri due e guardarli abbracciati, sentire il loro respiro quasi a tempo e svegliarli infilandogli le dita nel naso. E soprattutto prendere in giro chi lo prende in giro, ma senza che chi lo prende in giro se ne accorga.

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